Covid e scuola, cambiano le regole per le quarantene in classe

Pronta la circolare del ministero della Salute sulla gestione dei contatti di casi Covid nelle scuole primarie e secondarie: non si ricorrerà alla didattica a distanza in presenza di un solo caso per classe e le misure saranno diverse per vaccinati e non.

Il ministero della Salute ha ultimato la circolare con le indicazioni per l’individuazione e la gestione dei contatti di casi di infezione da Sars-CoV-2 in ambito scolastico. Il documento, elaborato dall’Istituto Superiore di Sanità, dal ministero della Salute, dal ministero dell’Istruzione e dalle Regioni, contiene una revisione del sistema di gestione dei contatti dei casi confermati di infezione. Il testo, che prevede “indicazioni differenziate in base ai soggetti interessati, alla classe frequentata e allo stato di vaccinazione, nonché dal numero di casi confermati correlati epidemiologicamente nella classe/scuola”, verrà diramato a stretto giro alle scuole.

Il ruolo dei presidi

La valutazione del rischio sanitario in caso di caso Covid segnalato e la decisione sulle misure da prendere rimangono in capo al Dipartimento di prevenzione (Ddp). Qualora le autorità sanitarie siano impossibilitate a intervenire tempestivamente – si legge nella circolare – “il dirigente scolastico venuto a conoscenza di un caso confermato nella propria scuola è da considerarsi quindi autorizzato, in via eccezionale ed urgente, a sospendere temporaneamente le attività didattiche in presenza” e a trasmettere le indicazioni previste dal protocollo ai contatti del caso Covid, cioè compagni di classe, genitori, insegnanti e così via. Il contatto dev’essere avvenuto nelle 48 ore precedenti l’insorgenza dei sintomi o l’esecuzione del test diagnostico, se il caso è asintomatico.

Quarantena? Non per tutti

”Poiché nel contesto scolastico è attualmente previsto l’utilizzo di mascherine, secondo le modalità previste dai protocolli di sicurezza vigenti, in combinazione con altre misure di prevenzione, una parte dei contatti in ambito scolastico potrà essere considerata a basso rischio, con l’introduzione di una strategia di ‘sorveglianza con testing’ specifica“, si legge nel documento. In base alle indicazioni fornite dalla circolare del ministero della Salute dell’11 agosto 2021 la quarantena non è prevista per i contatti definiti come a basso rischio, eccetto che in presenza di variante Beta sospetta o confermata”.

Se previsto dalla casistica, i contatti individuati dal dirigente scolastico o dal referente Covid-19 del singolo istituto dovranno effettuare un test antigenico o molecolare, “inclusi anche i test molecolari su campione salivare come da circolare del Ministero della Salute, gratuito e valido ai fini diagnostici nella tempistica prevista nella tabella stessa”.

Il primo test (T0) andrà effettuato appena possibile dal momento in cui si è informati dal referente scolastico Covid-19/dirigente scolastico/DdP e, se il risultato è negativo, si può rientrare a scuola. Un secondo tampone di controllo andrà effettuato dopo altri 5 giorni (T5).

Il Ddp in base alla presenza di più casi nella stessa classe/sezione/gruppo comunicherà al referente scolastico Covid-19/dirigente scolastico i provvedimenti aggiuntivi da intraprendere la relativa tempistica di rientro a scuola”, spiega ancora la circolare. “I soggetti (bambini, studenti, personale scolastico) che ricevono indicazione da parte del Ddp referente scolastico Covid-19/dirigente scolastico ad effettuare sorveglianza con testing non possono entrare in ambiente scolastico in attesa dell’effettuazione del test”, si precisa nel documento. Se il test T5 non viene effettuato, il Dipartimento di prevenzione può prendere provvedimenti, ad esempio disponendo l’obbligo di quarantena.

Tutti a casa con tre casi per classe

Le tabelle allegate alla bozza prevedono che nelle scuole primarie e secondarie la quarantena scatti per tutta la classe in presenza di due o più casi oltre al cosiddetto “caso indice”, il primo rilevato. Se i casi sono complessivamente solo due, invece, si procederà all’attività di testing per i soggetti vaccinati o immunizzati negli ultimi sei mesi, mentre gli altri saranno sottoposti a quarantena.

I cambiamenti non riguardano i servizi per l’infanzia, dove l’intera classe andrà in quarantena anche in presenza di un singolo caso tra i bambini, con obbligo di effettuare un test dopo 10 giorni.

Le eccezioni

“L’operatore di sanità pubblica, inoltre, sulla base di valutazioni individuali del rischio, può ritenere che alcune persone abbiano avuto un’esposizione ad alto rischio, e quindi necessitano di quarantena, a prescindere dalla durata e dal setting in cui è avvenuto il contatto (es. mancato/scorretto utilizzo delle mascherine prescritte)”, dice il documento. “Come criterio orientativo, non esaustivo e non vincolante di stratificazione del rischio, si suggerisce di considerare esposto l’insegnante/operatore della scuola primaria e secondaria che, nelle 48 ore precedenti, abbia svolto in presenza 4 ore o più, anche cumulative, all’interno della classe in cui è stato individuato il caso COVID-19, tenendo conto del rispetto delle misure di prevenzione e sicurezza che l’insegnante deve rispettare”.

Limitare i contatti

Chi è sottoposto all’attività di testing deve responsabilmente “limitare le frequentazioni sociali e le altre attività di comunità (ad esempio attività sportive in gruppo, frequentazione di feste, assembramenti, visite a soggetti fragili) e di mantenere in maniera rigorosa il distanziamento fisico e l’uso della mascherina incontrando altre persone oltre ai familiari”. I soggetti che non si attengono al programma di sorveglianza con testing devono effettuare la quarantena così come previsto dalla circolare ministeriale in vigore sui tempi di quarantena. Nei casi in cui non fosse possibile ottenere una descrizione esaustiva della situazione epidemiologica del gruppo, ad esempio per la mancata effettuazione (es. rifiuto) dei test di inizio sorveglianza di una parte dei contatti, il Dipartimento di Prevenzione, oltre a porre in quarantena i contatti senza test di screening, può valutare le strategie più opportune per la tutela della salute pubblica, inclusa la possibilità di disporre la quarantena per tutti i contatti individuati (a prescindere dal loro esito al test di screening)”.

Fonte Adnkronos

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