I nomi ‘proibiti’ per un figlio: ecco quelli vietati

In Italia alcuni nomi sono vietati dalla legge per ragioni burocratiche o di semplice tutela della dignità del nascituro. Quindi prima di scegliere come chiamare un figlio e rischiare numerosi imbarazzi per la persona, è bene sapere quali appellativi sono considerati illegali, offensivi o ridicoli.

Può la scelta di un semplice nome di persona creare dissapori, tensioni o essere vietato persino dalla legge? Sì, poiché la selezione dell’appellativo per un figlio in arrivo è un momento delicato per la coppia, che magari ha idee diverse, ma è una questione sensibile anche per la società stessa.

Un nome controverso è infatti capace di evocare momenti storici drammatici, come succede nella commedia italiana Nel nome del figlio (in realtà un adattamento di una celebre pièce francese), dove la pietra dello scandalo è rappresentata proprio dall’opzione di ‘Benito’, pericolosamente vicina alla figura di Benito Mussolini. Mentre un nome troppo strano, come sono spesso quelli scelti da alcuni vip, può creare imbarazzi nel futuro essere umano e per questo è regolato da norme specifiche. La legge italiana tutela quindi l’individuo a partire proprio dall’appellativo con cui viene al mondo, proteggendolo, in sintesi, da tutte quelle scelte dei genitori che ne potrebbero danneggiare la dignità in pubblico.

Non è tuttavia possibile trovare una vera ‘lista nera’ dei nomi vietati. La legge fissa piuttosto dei limiti e dei parametri generali. Ci sono indicazioni a partire dai nomi e cognomi con riferimenti storici ben precisi, fino a giungere a tutti quei casi dove il nomignolo può creare imbarazzo nella persona. Tutelare il figlio non è però l’unico motivo; c’entrano pure questioni burocratiche se per esempio è vietato chiamarsi come il proprio padre o il proprio fratello al fine di evitare confusioni tra omonimi.

Quali sono quindi gli appellativi vietati dalla legge e quali i casi che hanno creato piccoli scandali?

Lo dice la Legge

Nel nostro Paese la scelta dei nomi per la propria prole è regolata da tre articoli contenuti nell’Ordinamento dello stato civile. Fra le altre cose, l’articolo 35 impone un limite al numero di nomi, per un massimo di tre, attribuibili a una persona. Di questi, i più popolari in Italia sono raccolti in una classifica stilata ogni anno dall’Istat, che ai primi posti vede alternarsi più o meno sempre i soliti:  Sofia, Aurora, Giulia e Alice per le bambine, e Leonardo, Francesco, Alessandro, Lorenzo per i bambini.

Ma è bene sapere che ce ne sono una serie che nel nostro Paese sono vietati.

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Tale madre…

Ai bambini non si può dare il nome dei genitori in vita né quello dei fratelli. In alternativa, è consentito aggiungere un secondo nome a quello del genitore. Se, ad esempio, la mamma si chiama Chiara, la figlia potrebbe chiamarsi Chiara Maria o Chiara Stella. Inoltre sono permessi i nomi composti. Ad esempio, se il padre si chiama Piero, il figlio potrà chiamarsi GianPiero.

Maschio o femmina?

In Italia è vietato dare un nome maschile ad una donna e viceversa, ad eccezione di Andrea o di altri nomi considerati neutri. Si può invece aggiungere come secondo nome di un figlio maschio “Maria”. Sono ammessi dalla legge i nomi come Carlo Maria, Luca Maria ma anche i composti come Gianmaria.

Vietato dare a tuo figlio un nome ridicolo

Questa norma è pensata, ovviamente, per tutelare il bambino. Secondo l’articolo 34, comma 1, è vietato imporre al bambino nomi ridicoli o vergognosi. Nel caso di un bambino con cittadinanza italiana a cui si vorrà dare un nome straniero, è bene inoltre ricordare che le uniche lettere ammesse oltre a quelle del nostro alfabeto sono: J, K, X, Y, W.

Il caso “Venerdì”

Nel 2007 il tribunale di Genova ha disposto che il nome “Venerdì“, scelto da una coppia per il proprio figlio, fosse rettificato in “Gregorio”, il santo del giorno di nascita del bambino in questione. L’ufficiale dello stato civile del Comune di Genova aveva infatti ritenuto che il nome suscitasse ilarità, considerandolo ridicolo e vergognoso, perché associato a un giorno sfortunato e a un “personaggio letterario caratterizzato da sudditanza e inferiorità”, ovvero quello del ‘nativo’ nel romanzo Robinson Crusoe, di Daniel Defoe.

Negli Stati Uniti una caso simile non ha suscitato altrettanto clamore: l’ex Ronald Wesley di Harry Potter, Rupert Grint, ha chiamato la figlia Wednesday G. Grint, in onore della figlia della Famiglia Addams, e nessun tribunale ha provato a impedirglielo.

Cosa succede se scegli un nome proibito

Secondo l’articolo 34, comma 4, se uno o entrambi i genitori danno al bambino un nome vietato dalla legge, l’ufficiale di stato civile ha il dovere di avvertire la coppia in merito al divieto. Se i genitori non retrocedono, il funzionario dell’anagrafe non può rifiutarsi di registrare il nome, ma ne darà notizia al procuratore della Repubblica. Sarà poi lui a stabilire se procedere alla rettificazione del nome.

I bambini dei vip con i nomi più strani

Gwyneth Paltrow e Chris Martin hanno chiamato la figlia Apple (mela); Francesco Totti e Ilary Blasi hanno scelto il nome della nota stilista francese per la loro secondogenita, Chanel. Una delle coppie più seguite al mondo, Beyonce e Jay Z, ha scelto il nome Blue Ivy per la figlia. Ancora, Billy Ray Cyrus aveva scelto il nome di Destiny Hope (Destino Speranza) per sua figlia, che poi lo ha cambiato in Miley Cyrus (una storpiatura della parola smile, sorriso).

C’è poi chi è talmente innamorato del proprio lavoro da aver dato ai figli dei nomi ‘a tema’. C’è l’esempio di un web designer filippino, il cui caso ha fatto il giro del web, che ha scelto di chiamare il figlio: Hypertext Mark-up Language Rayo Pascual (HTML, per gli amici).

Non poteva mancare nell’elenco delle bizzarrie il figlio del miliardario Elon Musk e della cantante Grimes che si chiama X Æ A-12 Musk. Grimes aveva spiegato in un tweet che l’anagramma del nome era composto da ‘x, la variabile sconosciuta, ‘Æ’, la pronuncia elfica per ‘Ai’ (amore e/o intelligenza artificiale), A-12, il precursore di SR-17 (l’aereo preferito dalla coppia) e inoltre per A la coppia ha voluto rappresentare Arcangelo, la loro canzone preferita. La stessa cantante aveva rivelato di aver dovuto cambiare il nome del bambino per conformarsi alla legge della California che proibisce i numeri indo-arabi nei nomi. La scelta di Grimes ed Elon Musk è stata però quella di raggirare il problema, cambiando il modo di scrivere il nome che ora si scrive X Æ A X-II, utilizzando quindi i numeri romani.

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