Virus sinciziale, cos’è e come riconoscerlo

Aumentano i casi di bimbi ricoverati a causa di infezione da virus sinciziale. Cerchiamo di capire insieme di cosa si tratta, come prevenirlo e come riconoscerlo.

Nelle ultime settimane si sta parlando molto del virus sinciziale che colpisce soprattutto i più piccoli. Diversi bambini sono infatti finiti in ospedale a causa di questa infezione, tra cui la figlia di Fedez e Chiara Ferragni, e i casi di ricoveri continuano ad aumentare. Di cosa si tratta e quali sono i sintomi?

Che cos’è il virus sinciziale?

Il virus sinciziale, conosciuto anche con l’acronimo Vrs, è un’infezione che attacca il sistema respiratorio di pazienti di qualunque età, ma colpisce in particolare i bambini e nel primo anno di vita può essere letale. Si diffonde principalmente tra l’autunno e l’inverno, a partire da novembre, e si trasmette per via aerea, principalmente attraverso le goccioline di uno starnuto o di un colpo di tosse, o per contatto diretto delle secrezioni nasali infette con le membrane mucose degli occhi, della bocca e del naso.

Il Vrs può sopravvivere per molte ore sulle superfici dure come tavoli, maniglie delle porte, giocattoli e culle, mentre sopravvive per brevi periodi su superfici molli quali tessuti e mani.

Questo virus è la causa più comune di bronchiolite, l’infiammazione delle piccole vie aeree dei polmoni, e di polmonite nei bambini sotto i due anni (in quelli tra i 2 e gli 8 mesi è più pericoloso), ma può colpire bambini di qualsiasi età.

Un bambino può contrarre il virus anche più di una volta, tuttavia, le infezioni successive sono in genere più lievi della prima.

I sintomi

Inizialmente la malattia causata dal virus sinciziale si manifesta come una comune influenza, con sintomi quali raffreddore e febbre. Tuttavia, in un secondo momento, il virus può estendersi verso le vie aeree inferiori e causare tosse persistente; possono poi comparire segni di difficoltà respiratoria, come aumento della frequenza respiratoria e respiro sibilante. Nei bambini più grandi e negli adulti, in genere, si presenta con lievi sintomi respiratori, il problema sorge se il virus colpisce i bambini nei primi anni di vita, il cui fisico è ancora in formazione. In questo caso può trasformarsi in una malattia più seria, che interessa le parti più piccole dei polmoni, e può rivelarsi letale. I bimbi più piccoli, infatti, sviluppano distress respiratorio grave che, in rari casi, può portare anche al decesso.

Virus sinciziale, prevenzione e cura

Per prevenire il contagio, è fondamentale lavare accuratamente le mani se si accudisce un bambino piccolo. Inoltre, se si è raffreddati, è importante usare una mascherina e fazzoletti monouso da buttare sempre nella spazzatura. Fondamentale anche il distanziamento, ad esempio nel caso di un fratellino più grande malato.

Per contrastare il virus sinciziale non esiste vaccino, né farmaci specifici. Al fine di contenere gli effetti del virus sull’apparato respiratorio, i medici danno ossigeno supplementare al bambino e gli somministrano liquidi per prevenire la disidratazione, oltre a farmaci broncodilatatori. Nei casi più gravi vengono somministrati farmaci antivirali. Esistono poi dei farmaci monoclonali, destinati ai bambini fragili (bimbi prematuri o con malattie cardiache, polmonari o neuromuscolari e bimbi ad alto rischio di forme complicate di bronchiolite), che attenuano la malattia se viene contratta.

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